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Fondazioni a platea e vasca bentonitica
Fondazioni a platea
Abbiamo scelto di realizzare le fondazioni delle nostre costruzioni a platea. Questa soluzione è la più idonea per l'impermeabilizzazione della struttura interrata, in quanto resiste molto meglio alla forte spinta di una eventuale falda acquifera, elimina gli effetti tossici del gas randon e, rispetto alle fondazioni continue, a trave rovescia, ecc, si hanno numerosi altri vantaggi.
Consiste in un’unica soletta di base di adeguato spessore irrigidita da nervature nelle due direzioni principali così da ottenere una ripartizione dei carichi sul terreno pressoché uniforme, in quanto tutto insieme risulta notevolmente rigido.
La piastra di fondazione, detta anche platea, è, fra le fondazioni superficiali, la tipologia che meglio si adatta a contrastare i cedimenti differenziali.
Viene realizzata con calcestruzzo armato ha la forma di un parallelepipedo, con spessore che varia in genere da 40 cm a 60 cm, in dipendenza del grado di resistenza del terreno, mentre lunghezza e larghezza sono legate alla geometria della sovrastruttura.
Lo spessore è legato fondamentalmente alle sollecitazioni di taglio o punzonamento provenienti dai pilastri.
L'area della fondazione, nettamente superiore alla soluzione di travi rovesce e graticci, consente di sfruttare meglio la capacità portante del terreno contrastando i cedimenti differenziali provocati da una distribuzione non uniforme dei carichi provenienti dalla sovrastruttura.
Ogni porzione di piastra, o platea, ha l'onere di sostenere un pilastro, che sorregge a sua volta una porzione della sovrastruttura, trasferendone il carico in fondazione.
La piastra di fondazione viene realizzata sopra un getto di pulizia, che la proteggerà dalle aggressioni chimiche del suolo; si tratta di uno strato di conglomerato di calcestruzzo non armato, privo di armatura metallica, a basso contenuto di cemento, chiamato magrone, posizionato alla quota di scavo, stabilita dal progettista.
La piastra di fondazione viene realizzata all'interno di una cassaforma in legno o talvolta metallica, disponendo solitamente una doppia orditura di barre ortogonali di acciaio da carpenteria, al lembo superiore ed al lembo inferiore, che avranno la responsabilità di sopportare le azioni di flessione.
I diametri sono solitamente compresi fra 12 mm e 24 mm, vengono distribuite sul lembo inferiore del plinto, in posizione appropriata, con il rispetto del copriferro, pari a 3 cm o anche 5 cm. Sono disposte anche armature a taglio, rappresentate da staffe o ferri sagomati, posizionati in corrispondenza dei pilastri.
Dalla piastra di fondazione si dipartono anche i ferri di ripresa verticali staffati per il pilastro.
NO al Gas randon
L’attenzione all’aria sana inizia già dalle fondamenta: la realizzazione della fondazione a platea, protetta anche da una “vasca bentonitica” per garantire l’impermeabilizzazione dell’edificio, garantisce una protezione ottimale contro la tossicità del gas randon.
Il randon è un gas nobile e radioattivo che si forma in modo naturale nel terreno dal decadimento del radio, all’interno della catena di decadimento dell’uranio. A temperatura e pressione standard il randon è inodore, insapore e incolore e quindi non percepibile dai nostri sensi. IL randon, se inalalo, risulta estremamente pericoloso per la salute umana in quanto radioattivo. Più alta è la concentrazione di randon negli ambienti interni, più elevato è il rischio di contrarre il tumore al polmone.
Il terreno rappresenta la principale fonte di randon in quanto fuoriesce attraverso le fessure, crepe o punti non a tenuta delle fondamenta e delle pareti contro terreno, per disperdersi nell’ambiente o accumularsi nei locali chiusi dello scantinato. Ecco perché le fondazioni a platea costituiscono la migliore protezione contro il randon.
Vasca bentonitica
Impermeabilizzazione della struttura nella parte interrata mediante realizzazione di una vasca totalmente impermeabile costituita da una strato orizzontale ed uno verticale di BENTONITE.
Questo materiale è un fillosilicato ed è l’ideale per l’impermeabilizzazione sicura totale. Opportunamente mescolato con acqua diventa plastica ed adesiva.
La parte interrata dell'edificio è separata dall'ambiente esterno con un materiale di durata superiore al tempo di vita dell'edificio.
- non ha limiti di durata
- ha stabilità chimico - fisica
- sopporta fessurazioni, riprese di getto, vespai, giunti di movimento
- permette ripristini a seguito di modifiche strutturali
- permette ripristini in caso di errore umano o accidentale durante la costruzione
- è utilizzabile in tutte le metodiche costruttive in sotterraneo
Impermeabilizzare o drenare? Differenze tra i sistemi applicati dalle imprese tradizionali e il nostro sistema
1- Nessuna impermeabilizzazione (Qualche costruttore).
Quando l'acqua di FALDA è più bassa della quota della fondazione, spesso, per economizzare, si decide di costruire come si costruisce fuori terra:
- non si impermeabilizza
- si imposta la fondazione a "travi rovesce", "plinti", ...
Dimenticando che :
- il livello dell'acqua di falda può variare (spesso si alza)
- l'acqua da infiltrazione superficiale crea accumuli d'acqua temporanei intorno alle fondazioni (falda temporanea)
- in zone urbanizzate esistono acque migranti derivanti da perdite fognarie e da perdite d'acquedotto.
Considerazioni:
Con infiltrazioni d'acqua: in questi casi si installano pompe.
Sono possibili altre soluzioni, ma sono complesse e costose
2- Drenaggio (Qualche costruttore)
Drenaggio verticale
Questo tipo di drenaggio non porta alcun vantaggio: facilita soltanto l'infiltrazione dell'acqua superficiale e la velocità dell'accumulo temporaneo dell'acqua stessa a livello della fondazione, agevolando l'infiltrazione all'interno dei locali interrati, con allagamento delle pavimentazioni e poi dei locali stessi.
Drenaggio orizzontale
Questo tipo di drenaggio dovrebbe allontanare le acque provenienti da falda alta (permanente o temporanea), o da sifonamento di acque accumulate all'esterno della fondazione e provenienti da infiltrazione superficiale.
Spesso si crea una cassa d'aria satura di umidità che si trasmette alla pavimentazione sovrastante.
In caso di infiltrazioni d'acqua dal fondo (falda), questo tipo di drenaggio rende complesse o impedisce le operazioni di reimpermeabilizzazione della fondazione.
Il funzionamento corretto di questo tipo di drenaggio è legato sempre ad un corretto deflusso dell'acqua verso il sistema di pompaggi o di deflusso, ed è legato anche ad un sistema di pompaggio permanente che funzioni senza guasti.
3- Impermeabilizzazione solo verticale (La maggior parte dei costruttori)
Questo tipo di impermeabilizzazione serve come barriera all'umidità per i muri controterra e a poco più.
Il montaggio di questo tipo di impermeabilizzazione è in aderenza e mai in corpo unico con il paramento verticale (muro); in occasione di accumulo d'acqua a quota fondazione, l'acqua, per vasi comunicanti, passa nell'interfaccia impermeabilizzazione/struttura ed entra all'interno dei locali attraverso passanti vari inevitabilmente presenti nella struttura stessa.
4- Impermeabilizzazione totale (orizzontale + verticale) - Il nostro sistema per risolvere il problema "acqua".
Questo tipo di impermeabilizzazione separa i locali interrati e le strutture dall'ambiente esterno.
LE NOSTRE COSTRUZIONI SONO IMPERMEABILIZZATE CON BENTONITE DI ALTA QUALITA’.
Nelle nostre costruzioni, per le fondazioni, NON usiamo calcestruzzi impermeabili, materassini o teli impermeabilizzanti, guaine elastometriche con drenaggio o simili perché ognuna di queste tecnolologie presenta problemi di sicurezza, di durata limitata, di degrado a contatto con liquidi dispersi nel terreno o in falda, problemi di giuntura tra gli elementi nelle riprese, di fessurazione ed altri ancora, chi più chi meno.
Impermeabilizzare strutture interrate significa realizzare una barriera fisica, continua e durevole, capace di separare totalmente la parte interrata di una costruzione dall'ambiente in cui è inserita: terreno e liquidi (spesso acqua).
1- separare per impedire l'ingresso di liquidi all'interno dei locali sotterranei ad opera finita.
2- separare per la durabilità delle STRUTTURE interrate, impedendo il contatto delle strutture con i DEGRADANTI dispersi nelle acque sotterranee e da queste trasportati.
3- separare per permettere di costruire normalmente senza vincoli o condizionamenti di carattere idraulico.
4- separare per permettere di costruire sotto quota in sicurezza certa (e non teorica), senza aggravio di costi.
Il separatore utilizzato nelle costruzioni Ecokasa è la BENTONITE, che ha le caratteristiche indispensabili richieste per risolvere il problema "acqua".
1- il separatore non deve avere limiti di durata.
2- il separatore non deve lesionarsi, forarsi, screpolare, disgregarsi, sublimare.
3- il separatore deve essere insensibile alle discontinuità delle strutture, fessurazioni, riprese di getto, giunti di movimento, vespai.
4- il separatore deve permettere modifiche strutturali senza che si creino discontinuità nella separazione
5- il separatore deve essere ripristinabile in caso di errore umano o accidentale durante l'esecuzione si deve ricordare che il SEPARATORE (impermeabilizzazione) sarà interrato, quindi non accessibile.

